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		<title><![CDATA[Blog Ditta Stella L'Enoagricola]]></title>
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		<description><![CDATA[Blog enoagricoladittastella.it ]]></description>
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		<lastBuildDate>Thu, 12 May 2022 08:55:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Costi e prezzi piccola impresa]]></title>
			<author><![CDATA[Antonino Bottino]]></author>
			<category domain="https://enoagricoladittastella.it/blog/index.php?category=AGRICOLTURA"><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5">Come si analizzano i costi aziendali e si definisce il prezzo nella Piccola Azienda che opera in filiera corta</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Premessa</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il confronto/scontro con il mercato tocca ormai tutt le Aziende agricole. <i>E' finito il tempo che si produceva e poi qualcuno pensava a vendere. Questo è tanto più vero per le Aziende che producono per la filiera corta.</i></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">In questa nota parliamo di alcuni concetti di per se smplici, addirittura elementari.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Lo scopo di questo scritto è quello di far confrontare i Produttori su un argomento di comune interesse: come fare il prezzo dei propri prodotti facendo in modo che siano vendibili e, allo stesso tempo, senza rimetterci.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">IL PROFITTO</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Lo scopo per il quale l'Imprenditor dirige la sua Azienda è quello di avere da essa un guadagno monetario detto PROFITTO<i></i></span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><i><span class="fs14lh1-5 cf1">Profitto = Ricavi – Costi</span></i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il ricavo che l'Impresa realizza dalla vendita dei beni che produce si ottiene moltiplicando la quantità venduta di prodotto per il prezzo di vendita; i costi, invece, sono definiti come spese totali sostenute per la realizzazione dl bene.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">I COSTI DI PRODUZIONE</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Lo studio dei costi è complesso in quanto, in un'Azienda, si hanno tanti costi quanti sono i fattori produttivi utilizzati nella produzione. Spesso, inoltre, i costi non sono ben individuabili e quantificabili (es. qual'è il costo del lavoro dell'Imprenditore?)</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Per meglio capirci: in una Azienda Agro alimentare abbiamo per certo</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Costi per materie prime impegnate</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Costi per energia elettrica</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Costi per impianti e macchinari (acquisto e conseguente ammortamento)</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Costi per locali di lavorazione &nbsp;capannoni (acquisto, costruzione e conseguente ammortamento)</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Costi per manodopera (anche quella dell'imprenditore)</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Costi per amministrazione, pubblicità, trasporti ecc.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">COME SI CLASSIFICANO I COSTI</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">I costi si classificano</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">- In base alla loro natura: lavoro, energia, materie prime, spese di amministrazione ecc.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">- In base alla quantità del prodotto realizzato.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Distinguiamo</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Costi fissi</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Costi variabili</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Costi complessi o semi variabili<i></i></span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">Inoltre i costi si classificano anche in Costi diretti e Costi indiretti.</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">I Costi diretti sono imputabili sicuramente ad un certo tipo di produzione (es. semi di pomodoro per produzione pomodori)</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">I Costi indiretti sono imputabili a varie produzioni e quindi vanno attribuiti con vari metodi all singole produzioni in quota parte per ciascun tipo di produzione (es. concimeva ben sia pr i cetrioli che per i pomodori e viene attribuito o in base alla superficie coltivata di ognuno di due oppure moltiplicando la dotazione per ettaro di ciascuna colturan x gli ettari coltivati)</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">I COSTI FISSI</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">I costi fissi non variano proporzionalmenteal crescere del volume di produzione</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Questo non vuol dire che non possano variare nel tempo ma che sono indipendenti da quello che si produce (es. canoni di locazione, assicurazioni)</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">I COSTI VARIABILI</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">I costi variabili o incrementali sono direttamente influenzati dai livelli di produzione.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Niente produzione niente costi variabili (es. le materie prime per produrre oppure le scatole o bottiglie o barattoli per confezionare)</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">I COSTI COMPLESSI O SEMI VARIABILI</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">I costi semi variabili sono costi il cui comportamento è in parte influenzato dai livelli della produzione: una quota del costo si presenta comumque anche in assenza di produzione mentre un'altra quota variasolo in funzione delle quantità di produzione (es. costi di corrente elettrica, costi di manutenzione).</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">COSTI TOTALI</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Sono dati dalla somma dei costi fissi + i costi variabili totali (variabili e semi variabili) per ciascuna produzione destinata alla vendita</span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1">CT = CVT + CF</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">COSTO UNITARIO</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il costo unitario è il costo medio di ogni singola unità prodotta ed è dato dalla divisione tra costo totale e quantità di merc: all'aumentare della produzione, se il costo totale non varia, il costo unitario diminuirà</span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1">C unitario = C/Q</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">In genere, per bassi livelli di produzione, i costi sono più alti dei ricavi mentre è sempre più il contrario all'aumentare dlla produzione.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">IL PREZZO</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il prezzo è il valore economico di un bene o servizio espresso in moneta corrente in un dato tempo e luogo, che varia in base a modificazioni della domanda e dell'offerta e deve corrispondere al rapporto fra ricavo totale desiderato dall'Azienda per quel prodotto e il quantitativo prodotto</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">CRITERI DI FISSAZIONE DEL PREZZO – PRICING</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Un'Azienda prende decisioni circa il prezzo di un prodotto essendo influenzata da:</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">- Fattori interni</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->obiettivi di marketing</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->costi sostenuti</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">- Fattori esterni</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->mercato e domanda</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->concorrenza</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1">In ogni caso il prezzo è dato da</span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1">Costo + %sul costo (margine) = Prezzo</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">IL MARGINE</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il margine è quello che, volgarmente, possiamo definire “Guadagno” che si ha vendendo un prodotto.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il margine può essere stabilito come:</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">1. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Fisso: è la situazione più comoda ma non tiene conto di quello che ruota intorno a noi</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">2. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Variabile: in funzione della concorrenza diretta di prodotti molto simili e presenti anche nel punto vendita</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">3. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Per tentativi: si tiene conto della concorrenza, di come evolve la domanda del nostro bene, di quanto il prodotto viene percepito come novità</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">4. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Per imitazione: si fa uno studio attento di chi ha più esperienza di noi (GDO, negozi specializzati)</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">IL PREZZO PER IMITAZIONE</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Occorre individuare, con la migliore precisione possibile, il prodotto venduto dalla concorrenza che più si avvicina al nostro.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">LE TIPOLOGIE DI PREZZI</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Nella Distribuzione organizzata, che rappresenta la maggioranza del mercato troviamo:</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Primo prezzo</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Private label</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Prezzo medio</span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs14lh1-5">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Premium price</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Schematicamente e con prezzi progressivamente crescenti<i></i></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"><i>Il primo prezzo </i>è il prezzo più basso della gamma dei prodotti (dello stesso tipo) offerti (tipiche le vendite effettuate negli hard discount)<i></i></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"><i>Il Private label </i>individua il prodotto offerto con marchio aziendale (es. CONAD) e che è leggermente èiù basso del prezzo medio<i></i></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"><i>Il Prezzo medio</i> comprende i prodotti di largo consumo conosciuti dal consumatore ma non particolarmente “spinti” dalla pubblicità<i></i></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"><i>Il Premium price</i> individua i prodotti che “spinti” fortemente dalla pubblicità si comprano d'istinto anche perchè sono posizionati ad altezza d'occhio con una larghezza visiva (layout) elevata</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 cf1">IL NOSTRO PREZZO</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il nostro prezzo si colloca in alto nella scala prezzi della GDO, all'incirca al 70% del Premium price per il prodotto che più si avvicina al nostro. Attenzione però, il nostro prodotto non deve ASSOLUTAMENTE essere veicolato tramite la Grande Distribuzione</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il nostro prezzo deve essere UGUALE ovumque fatto salvo solamente lo sconto quantità.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i>Al rivenditore intermedio (rivenditore o grande acquisitore) si compone così</i><i>:</i></span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5">Prezzo = Costi + % ricarico + percentuale del consumatore intermedio (in genere 40%)</i></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"> </i></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">Tutto sempre IVA compresa</i></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 May 2022 06:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La qualità dell'Olio Extravergine di Oliva EVO]]></title>
			<author><![CDATA[Antonino Bottino]]></author>
			<category domain="https://enoagricoladittastella.it/blog/index.php?category=OLIVOCOLTURA"><![CDATA[OLIVOCOLTURA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div class="imTACenter"><span class="fs16lh1-5">La qualità dell'Olio Extravergine di Oliva (EVO) nasce in campo e si esalta nel frantoio.</span></div> &nbsp;<div class="imTACenter">Alcune regole e suggerimenti</div> &nbsp;<div class="imTACenter"> </div> &nbsp;<div><i>La composizione dell'olio in nessun modo potrà essere migliorata da interventi successivi alla raccolta.</i></div> &nbsp;<div>La QUALITA' può essere conservata così come viene dal frutto; per questo occorre agire correttamente durante tutta l'annata agraria per ottenere un prodotto ineccepibile.</div> &nbsp;<div>Queste note vogliono essere uno strumento per aiutarti a gestire razionalmente il tuo oliveto, per ottenere il massimo della qualità spendendo il meno possibile.</div> &nbsp;<div>La Ditta Stella, col suo servizio di consulenza e la vendità di quanto ti potrà occorrere, è in grado di supportarti validamente nella impostazione di un progetto personalizzato.</div> &nbsp;<div>Analizziamo uno ad uno i fattori della qualità:</div> &nbsp;<div>CONCIMAZIONE</div> &nbsp;<div>E' buona norma effettuare perodicamente (almeno ogni 5 anni) una analisi del terreno con particolare riguardo alla dotazione di macroelementi (N,P,K), del calcare totale attivo, del contenuto di Sostanza Organica, del suo grado di mineralizzazione (rapporto C/N). </div> &nbsp;<div>Con circa 100 euro avrai uno strumento per operare coerentemente &nbsp;risparmiando. Per il prelievo del campione e la scelta del laboratorio chiedi a noi.</div> &nbsp;<div>L'elemento più importante su cui va posta attenzione è l'AZOTO che viene molto richiesto dalla pianta subito dopo la raccolta (lo immagazzina per poter meglio ripartire a Primavera). Un concime bilanciato con Azoto, Fosforo e Potassio, sparso ogni 2-3 anni, dopo la raccolta in pieno inverno, soddisfa le necessità fisiologiche della pianta. A Primavera si può completare eventualmente la dotazione necessaria di Azoto.</div> &nbsp;<div>Altro fattore è la sostanza organica che può essere apportata al terreno con spargimento di letame oppure di Concimi misti o, ancora e meglio, con la pratica del SOVESCIO (assolutamente economico e resistente al dilavamento).</div> &nbsp;<div>Una utile pratica è quella di sfruttare ogni trattamento che si renda necessario per apportare principi nutritivi sotto forma di concimi fogliari.</div> &nbsp;<div>I Microelementi assolutamente necessari alla pianta anche se in piccole quantitàò, &nbsp;sono forniti automaticamente (almeno ogni tre anni) o con concimi specifici o meglio e più economicamente, utilizzando concimi semplici che li contengono (Perfosfato minerale, Solfato ammonico, Solfato di potassio ecc.).</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div>IRRIGAZIONE</div> &nbsp;<div>Potendo, l'irrigazione, portata nei GIUSTI momenti, &nbsp;amplifica la qualità del prodotto &nbsp;migliorando l'equilibrio organolettico dell'olio. Non potendo irrigare si può procedere con una RIPPATURA al centro delle file dove si andrà ad incanalare molta acqua piovana.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div>POTATURA</div> &nbsp;<div>Il principale obiettivo della potatura è rappresentato dalla ricerca e dalla conservazione di una condizione di equilibrio tra attività vegetativa e produttiva.</div> &nbsp;<div>La chioma deve essere:</div> &nbsp;<div>equilibrata nello sviluppo spaziale per assicurare alle diverse parti della pianta la stessa capacità di rifornimento di linfa;</div> &nbsp;<div>arieggiata per evitare ristagni di umidità favorevoli allo sviluppo di numerose fisiopatie;</div> &nbsp;<div>ben illuminata per favorire il processo fotosintetico e la differenziazione a fiore;</div> &nbsp;<div>Da non dimenticare la utilità di eliminare periodicamente i polloni alla base della pianta che tolgono vigoria alla pianta e sono ingresso per malattie (es. Xylella).</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div>LOTTA FITOSANITARIA</div> &nbsp;<div>Esiste da anni una rete di monitoraggio dei principali parassiti che elabora un bollettino via SMS settimanale. Chiedici come iscriverti gratuitamente.</div> &nbsp;<div>Ogni 3-4 anni, ove necessario, è utile prevedere un trattamento di “pulizia” invernale a base di Olio bianco minerale o Rame per combattere buona parte dei parassiti svernanti su tronco e ai piedi della pianta.</div> &nbsp;<div>Annualmente, per mantenere in salute la pianta è utile fare un trattamento a base di Poltiglia Bordolese (o altra forma di Rame) per disinfettare le microferite prodotte nella fase di raccolta.</div> &nbsp;<div>I trattamenti consigliati dal Bollettino via SMS vanno eseguiti TEMPESTIVAMENTE per essere in grado di essere realmente efficaci (predisporre il prodotto già in magazzino). Utilizzare trappole “feromoniche” per controllare Tigniola e Mosca e sistemi di cattura in campo (vedi come fare)</div> &nbsp;<div>Considerare la possibilità di aggiungere concimi fogliari fosfo-potassici e rame ad ogni trattamento.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div>RACCOLTA</div> &nbsp;<div>Per ottenere un'alta qualità, la raccolta va fatta, come regola generale, quando le olive sono a metà invaiatura (metà nere e metà verdi); in questo caso si migliora la concentrazione di fenoli nell'olio prodotto migliorando di molto sia la qualità organolettica sia la sua durata di conservazione.</div> &nbsp;<div>Ormai è generalizzato l'uso di abbacchiatori o scuotitori; questi sistemi creano piccoli traumi nelle olive e, anche per questo motivo, ma non solo, si devono stoccare le olive in cassette o bins e occorre molire il raccolto in frantoio entro 12-48 ore al massimo.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div>STOCCAGGIO E CONFEZIONAMENTO DELL'OLIO</div> &nbsp;<div>I nemici dell'olio sono la luce, le alte temperature, il contatto con l'aria.</div> &nbsp;<div>La conservazione deve quindi essere fatta in contenitori scuri in vetro o banda stagnata o anche in bag in box. Occorre evitare che ci siano drastici sbalzi di temperatura e i recipienti devono essere ben colmi e chiusi. Ideale, per quantità medie e grandi, usare recipienti di acciaio a cappello galleggiante pneumatico o con immissione di azoto.</div> &nbsp;<div>Importante è che l'olio sia filtrato; l'olio torbido è ammissibile solo per un consumo a breve. Il deposito naturale (morchia) nel tempo irrancidisce e rovina l'olio.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div>LE SOSTENZE FENOLICHE DELL'OLIO</div> &nbsp;<div>La importanza alimentare dell'OLIO EVO di qualità risiede nei FENOLI. L'EVO è l'unico grasso alimntare che ne contiene in maniera significativa dal puto di vista qualitativo e quantitativo.</div> &nbsp;<div>I Fenoli interagiscono, a livello dell'organismo umano, nei processi di ossidazione cellulare svolgendo azione preventiva per infiammazioni, salute cardiovascolare e invecchiamento precoce.</div> &nbsp;<div>L'olio EVO è un alimento ma anche una medicina per chi lo consuma continuativamente.</div> &nbsp;<div>Tutto il nostro lavoro consiste nel fare un olio ricco di Fenoli e di preservarli nel tempo.</div> &nbsp;<div><span class="ff1"> </span></div> &nbsp;<div>ETICHETTATURA</div> &nbsp;<div>L'etichettatura, che è un obbligo di legge, serve ad identificare e qualificare i nostri Oli di Qualità verso i consumatori.</div> &nbsp;<div>Ti aiutiamo a fare facilmente una etichetta bella e a norma.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div>BIO, DOP, VEGANO</div> &nbsp;<div>L'olio EVO di alta qualità è sempre più ricercato dal consumatore evoluto ed esigente. Olio DOP (denominazione di origine protetta), olio BIO e olio VEGANO (senza apporti, nelle fasi di produzione, di elementi provenienti dal mondo animale) sono le qualificazioni che consentono di fare un vero business di questo millenario prodotto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 May 2022 07:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lavoro e Impresa in agricoltura]]></title>
			<author><![CDATA[Antonino Bottino]]></author>
			<category domain="https://enoagricoladittastella.it/blog/index.php?category=ENOLOGIA"><![CDATA[ENOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><blockquote><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">E' il momento dell'Agricoltura. Complice la crisi, ma non solo, molti giovani e diversamente giovani stanno riscoprendo il settore primario: l'Agricoltura.</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Alcuni costituiscono vere Aziende agricole con criteri moderni e tecnologici facendo degli investimenti; altriapprofittano dei contributi statali e comunitari rivolti ai giovani con meno di 40 anni; altri ancora, meno dotati economicamente, recuperano un piccolo terreno e diventano HOBBY FARMERS magari in forma associata; i più evoluti, già possessori di un'Azienda, inventano nuove forme di commercializzazione come, ad esempio, l'utilizzo massiccio ed intelligente dei Social Networks oppure l'adozione di un vigneto. Questa ultima è una idea di marketing che consente di vendere al cliente sia l'uva sia il piacere di coltivarsela con pochi rischi.</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Tutti i nuovi Agricoltori sono indirizzati verso logiche di gestione biologica e/o naturale (successivamente capiremo la differenza tra i due sistemi).</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Se è vero che la burocrazia uccide le velleità di piccole Imprese che vogliono nascere e prosperarre, è anche vero che, laddove il posto di lavoro nell'ambito del pubblico impiego o in Imprese private sono un miraggio, trovare, anche in affitto, un terreno valido dove impiantare una attività produttiva, non è difficilissimo ed aprire una Partita IVA da Agricoltore è gratuito e facile.</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il mestiere di Agricoltore, sia pur impegnativo, non lo è molto di più di tornitore o carrellista o magazzienere.</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Per mettere su una attività agricola l'importante è avere in partenza le idee chiare per un progetto da realizzare progressivamente in almeno tre anni e considerare che QUALSIASI PRODOTTO, PRIMA DI ESSERE REALIZZATO, DEVE ESSERE VENDUTO (approccio Market oriented).</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Le lacune di professionalità si superano con una buona CONSULENZA e facendosi aiutare, magari, anche da un contoterzista e poi, tanta pazienza e dedizione.</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">A mò di stimolo e di esempio non esaustivo, cito alcune idee che possono essere implementate con opportuna progettualità e valutando caso per caso le condizioni di fattibilità:</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">allevare pecore in pascolo confinato e produrre formaggi pecorini a latte crudo;</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">coltivare un oliveto con metodo biologico ed un progetto rivolto all'alta qualità;</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">lavorare castagne di seconda e terza scelta per una serie di prodotti dolciari e dietetici;</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">prdurre ortaggi BIO e gestire un orto sociale allo stesso tempo;</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">produrre pomodori di alta qualità e fare barattoli di passata di pomodoro;</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">allevare api per miele e attività didattiche;</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">produrre sidro, il vino di mele, e gassose;</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">produrre mostarde e gelatine;</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">allevare frutta di qualità per produrrre succhi integrali Bio;</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">coltivare luppolo, orzo da maltare e produrre birra (agricola);</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">il prodotto più di moda con un buon mercato, anche se con una una concorrenza spietata, è il VINO.</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Da alcuni decenni il vino e la sua immagine stanno vivendo un momento felice in Italia e nel Mondo. L'immagine del vino si amalgama, si fonde, si esalta nell'ambiente in cui il vino nasce e vive: ambiente, arte, cultura, paesaggio, in una parola TERROIR e quindi ENOTURISMO come grande opportunità per piccole e medie Imprese vitivinicole.</span></div></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">L'Enoturismo è una forma di turismo culturale che intende la parola “Cultura” nel senso più ampio del termine: non solo musei e monumenti ma “volonta di appropriazione” dell'essenza di un luogo e della comunità che vi abita, con i suoi costumi, tradizioni, abitudini, cibi e … vini.</span></div></div></blockquote><div class="imTALeft"><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 17:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vino Frizzante Familiare]]></title>
			<author><![CDATA[Antonino Bottino]]></author>
			<category domain="https://enoagricoladittastella.it/blog/index.php?category=ENOLOGIA"><![CDATA[ENOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><blockquote><div><span class="fs16lh1-5 ff1">Per fare un frizzantino occorre avere:</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Vino finito (secco e abbastanza stabile: quindi meglio se a fine inverno)</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Zucchero (circa 8 – 10 grammi litro non di più)</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Lievito Bayanus (10 grammi per ettolitro)</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Bentonite (30 grammi per ettolitro)</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">· &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Una botte chiudibile abbastanza bene (l’ideale sono le botti con la portella superiore ma potrebbe andare bene anche una a cappello galleggiante <b>pneumatico </b>dove, sul coperchio galleggiante il colmatore sia stato otturato con mastice enologico). Il coperchio dovrà essere gonfiato nella parte alta della botte dove vi è un apposito incavo per contenere la camera d’aria.</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">Si mette il vino nella botte e, a parte con un po’ di vino si prepara una miscela di zucchero, lieviti e bentonite (la bentonite va prima preparata in acqua 6 ore prima). Si unisce il tutto al vino quando il lievito comincia a fermentare leggermente e si chiude.</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">Dopo un periodo non definibile (in genere due settimane) si controlla e si imbottiglia sapendo che durante l’imbottigliamento si va a perdere della pressione (si tratta, d’altronde di un metodo molto artigianale).</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">Un metodo migliore ma più complicato è quello della rifermentazione in bottiglia</span></div></blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs16lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs16lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;</div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 16:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Titolazione dell acidità totale del vino.]]></title>
			<author><![CDATA[Antonino Bottino]]></author>
			<category domain="https://enoagricoladittastella.it/blog/index.php?category=ENOLOGIA"><![CDATA[ENOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><blockquote><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel mosto e nel vino l’acidità è di grandissima importanza,sia per la fermentazione del primo sia per le qualità che risulteranno e si manterranno nel secondo: la fragranza, la morbidezza, il bel colore, l’attitudine a ben conservarsi, ecc.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’acidità del mosto e del vino è data da acidi organici, di cui alcuni sono fissi – acido tartarico, succinico, malico – ed altri volatili che vi si riscontrano solo in piccole proporzioni – acido formico, propionico, butirrico.</span></div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;</span><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’acidità si distingue in totale, volatile e fissa.</span></div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Acidità volatile + Acidità fissa = Acidità Totale</span></div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;</span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Parlando di acidità, qui va intesa l’ACIDITA’ TOTALE.</span></div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="imTAJustify fs14lh1-5 ff1">L’acidità del mosto, espressa in Acido tartarico, deve trovarsi, indicativamente, tra i 4 e i 16 grammi per litro. Più un vino è alcolico, ma non è una regola generale, e meno sarà elevata l’acidità. Essa si titola in campo ammostando una quantità significativa di acini (circa 100) prelevati con un sistema quanto più possibile casuale da vari grappoli e da parti diverse di questi (parte distale, parte apicale ecc.); il mosto va il più possibile filtrato e su questo si esegue il test come appresso descritto. Ovviamente il dato in se avrà una limitata precisione ma sarà utile per una comparazione con altre misurazioni eseguite in tempi cadenzati per valutare l’evoluzione del parametro acidità consentendo di decidere l’ottimale tempo di raccolta.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nell’evoluzione del vino avviene la precipitazione del cremortartaro e del tannino e la spontanea trasformazione dell’acido malico in acido lattico (fermentazione malolattica); l’acidità diminuisce pure con l’invecchiamento del vino.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per causa di malattie, che fanno aumentare l’acidità volatile del vino, si potrà riscontrare un aumento dell’Acidità totale.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E’ quindi necessario conoscere l’acidità sia nei mosti che nei vini per capirne l’evoluzione futura ed, eventualmente, intervenire correggendola.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si corregge in più con l’aggiunta di Acido tartarico e Acido citrico e solo quelli.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Si corregge in meno neutralizzando l’acidità eccessiva con una base – preferibilmente carbonato di calcio, bicarbonato potassico, carbonato potassico.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Titolazione con ACIDIMETRO</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si agita un poco il campione di liquido da provare per liberarlo di tracce di anidride carbonica. Mosti e vini torbidi vanno filtrati.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Attrezzature</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="cb1">· </span> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Pipetta tarata da 10 ml &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="cb1"> <b>1</b></span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="cb1">· </span> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Cilindro graduato &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="cb1"> &nbsp;<b>2</b></span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="cb1">· </span> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Pipetta graduata da 10 ml con divisioni da 1/10 di ml &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="cb1"> &nbsp;<b>3</b></span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="cb1">· </span> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Bicchiere da 100/150 ml &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<b class="cb1">4</b></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Reagenti</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="cb1">· </span> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Sodio idrato: soluzione titolata n/10 <span class="cb1">(<b>soluzione</b> <b>1</b>)</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="cb1">· </span> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Blu di bromotimolo 0,04%<span class="cb1"> (<b>soluzione 2</b>)</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Versare in un bicchiere 10 ml di vino (con la pipetta tarata) e 20 ml di acqua calda (con il cilindro graduato) e 5-6 gocce di blu di bromotimolo (Soluzione 2).</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con la pipetta graduata versare lentamente nel liquido il Sodio idrato (Soluzione 1) stando attenti a cogliere il momento di <b><i>viraggio</i></b> (cambio netto di colore) <b><i>dal giallo al blu, del vino.</i></b></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Leggere la quantità di soluzione 1 consumata <span class="cb1">(A)</span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’acidità si esprime in grammi di acido tartarico per litro.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sia A la quantità di sodio idrato (soluzione 1) consumata</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si ha: &nbsp;&nbsp;<span class="cb1"><b>X (acidità) = A </b>x<b> 0,75</b></span></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><div class="imTAJustify"><i class="fs14lh1-5 ff1">Ad esempio se nella pipetta leggiamo 9,2 ml avremo: Acidità = 9,2 x 0,75 = 6,9 grammi per litro espresso in acido tartarico. </i></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nei vini molto rossi occorre prestare molta attenzione (mettersi controluce) al punto di viraggio che tende a confondersi col colore del vino.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span></div></blockquote><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTARight"><b><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff2"> </span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 16:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Protocollo di vinificazione generale]]></title>
			<author><![CDATA[Antonino Bottino]]></author>
			<category domain="https://enoagricoladittastella.it/blog/index.php?category=ENOLOGIA"><![CDATA[ENOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><blockquote><div class="imTAJustify"><div><i><b class="fs14lh1-5 ff1">Questi protocolli ovviamente non sono un trattato di enologia e non esauriscono assolutamente il rapporto tra vinificatore ed enologo. Servono esclusivamente a stabilire alcuni passaggi in modo che, in presenza di problemi o deviazioni dal percorso la comunicazione sia condivisa e la soluzione sia veloce ed efficace</b></i></div></div><div class="imTAJustify"><div><br></div></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1">Igiene della cantina</b></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La disinfezione (oltre che la pulizia prima) di tutte le attrezzature, botti e pareti è strategica per la cantina pena dei seri inquinamenti batterici e blastomicetici (batteri acetici e BRETT).</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Occorre prevedere scrostamenti di tartaro, rimozioni di piccole masse organiche e di residui mucillaginosi: per questo obiettivo vanno bene i prodotti a base di <i>soda</i> e i <i>quaternari d’ammonio.</i></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo questa fase, in ogni caso, tutto va rifinito prima dell’uso con <b>acido peracetico</b> o prodotti a base di <b>cloro attivo</b> o ancora, in mancanza, con <b>ipoclorito di sodio</b>.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In cantine particolarmente nuove e pulite ed in presenza di una scelta attiva e cosciente di quanto si va a descrivere, si può, anzi si deve, non disinfettare ma solo detergere le pareti laddove non vi sono piastrelle; ciò per consentire un lento e sano attecchimento della sola flora blastomicetica “autoctona”. Questo procedimento, nel lungo periodo è pericoloso ma soddisfacente se ben realizzato: si tratta di un metodo rigorosamente biologico.</span></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1">Raccolta dell’uva.</b></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per decidere quando raccogliere l’uva occorre accertarsi dell’ottimale stato di maturazione (zuccheri, acidità, pH, colore e sapore della buccia, gusto, colore e astringenza dei vinaccioli) attraverso l’assaggio dell’uva ed una serie di valutazioni analitiche (Acidità e tenore in zuccheri).</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se la fase di degustazione dell’uva è legata ad una competenza professionale che si può imparare e per la quale occorre esperienza, zuccheri, pH e acidità sono titolabili e vanno fatti per una razionale impostazione della vendemmia. All’uopo occorre dotarsi di un pHmetro da 90 - 110 Euro e di un sistema di titolazione dell’acidità da 15 Euro (chiedere a me).</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’uva va raccolta schiacciandola il meno possibile e lavorandola al più presto entro, al massimo, le 24 ore successive.</span></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1">Solfitazione</b></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Non va aggiunto il solfitante sulle uve; in casi <i>limite</i> va valutato l’uso di EFFERGAN specifico per rimorchi di uva da trasportare in una cantina non molto vicina.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Prima della lavorazione va preparata la soluzione solfitante (metabisolfito + acqua q.b.) in un contenitore chiuso (bottiglia in plastica) per ogni botte che si andrà a riempire.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Aggiungere la soluzione a piccole dosi man mano che la botte si riempie. Nei vini bianchi il solfitante va inserito <b>categoricamente</b> prima che si avvii la torchiatura delle vinacce.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per le quantità vedere i protocolli specifici.</span></div> &nbsp;<br> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1">I lieviti</b></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La flora blastomicetica (lieviti) presente sull’uva è quasi sempre nelle condizioni di produrre una razionale e proficua fermentazione del vino. Il problema tecnologico che si presenta è</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">1. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->inibire l’attività di alcuni tipi di lieviti poco produttivi favorendo l’azione di altri più produttivi</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">2. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->garantire un regolare procedere della fermentazione fino all’esaurimento degli zuccheri</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">3. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->consentire che alcuni batteri (tipo Schizosaccharomyces) permangano nel vino rosso e non in quello bianco affinchè si possa compiere la fermentazione malo lattica.</span></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I risultati 1 e 3 si ottengono con una giusta solfitazione (non accentuata per i rossi, più accentuata per i bianchi).</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il risultato 2 è fortemente legato alla temperatura di fermentazione.</span></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I lieviti selezionati sono molto utili per:</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">1. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->fermentazioni fortemente “varietali” con lieviti ultraselezionati</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">2. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->fermentazioni a temperature molto basse</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">3. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->fermentazioni di uve molto ricche di zuccheri (si usa un ceppo di S. oviformis)</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">4. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->in arresti accidentali di fermentazione (arieggiamento e aggiunta di lievito col metodo dello starter di fermentazione o <i>pied de cuve).</i></span></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1">Controllo della temperatura</b></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le temperature “normali” di fermentazione dovrebbero oscillare tra i 18° e i 32° C. Laddove questi parametri non sono rispettati, nelle piccole cantine, si possono usare vari rimedi:</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>1</b> in presenza di freddo non eccessivo non scaldare la botte ma utilizzare uno starter di fermentazione o <i>pied de cuve </i>“abbondante” à si prendono 10 grammi per ettolitro di LIEVITO selezionato e 10 gr/hl di ATTIVANTE (meglio se contiene scorze di lievito e non solo composti azotati sempliciàchiedere al negozio) e si idratano in acqua appena tiepida. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo circa 15 minuti si versa l’acqua in 15 litri di mosto tenuto in ambiente caldo. Dopo circa 4 ore si passa ad una massa di mosto (sempre tiepido) 2-3 volte quello base e, dopo oltre 4 ore, a sua volta in una quantità almeno doppia.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quando la massa fermenta bene versare nella botte e poi, con il mosto della prima botte inoculare le altre botti. Tutto questo procedimento comporta che lo Starter va predisposto ancora prima di cogliere l’uva prelevando dei grappoli dal vigneto.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>2</b> se si teme il caldo predisporre l’ambiente cantina con un condizionatore d’aria in modo che tutto il locale sia fresco (attorno ai 18°C).</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Eventualmente utilizzare anche damigiane congelate di acqua da immergere nella massa oppure anche una serpentina, all’interno del mosto, dove far scorrere acqua fredda.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Indispensabili sono un <b>termometro</b> <b>di cantina</b> (del tipo a massima e minima) e un <b>termometro</b> <b>ad</b> <b>immersione</b> con gambo abbastanza lungo.</span></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1">Estrazione polifenoli</b></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La macerazione, nei vini rossi ha come compito di consentire l’estrazione di</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sostamze coloranti</span></div> &nbsp;</blockquote><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1"> </b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1"> </b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1"> </b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1"> </b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><ul><ul><ul><li><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Tannino</span></li><li><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Costituenti dell’estratto</span></li><li><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Aromi</span></li></ul></ul></ul><!--[if !supportLists]--></div><blockquote style="margin: 0 0 0 40px; border: none; padding: 0px;"><blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tutti questi sono contenuti nelle parti solide dell’uva (bucce e vinaccioli)</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli <b>aromi</b> sono ceduti quasi tutti in poche ore</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>L’intensità colorante</b> (antociani in senso lato) si estrae per la maggior parte nei primi 5 -6 giorni di macerazione; oltre si estraggono solo <b>tannini</b>.</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La durata della macerazione è strategica per la qualità dei vini e della loro longevità (in ogni caso influenzati dalla maturità delle uve).</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Macerazioni brevi estraggono pochi tannini; il contrario le lunghe. Più ci sono tannini e più il vino è astringente ma anche potenzialmente più longevo (invecchia bene).</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Macerazioni con rimontaggi (o follature) ripetuti (più di 2 al giorno) estraggono più tannini della media</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il <b>rimontaggio</b> (o follatura) deve comunque bagnare bene e a lungo tutta la massa delle vinacce.</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per ottenere vini freschi da bere giovani basta un solo rimontaggio al giorno (<i>e poi la botte chiusa</i>) ma accurato.</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1">Fermentazione malo lattica</b></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La fermentazione malo lattica è, in genere, indesiderata per i vini bianchi e rosati e voluta nei vini rossi.</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il fattore solforosa, in genere, decide tutto soprattutto attraverso il residuo che troviamo al primo travaso: se ve ne è poca la fermentazione è favorita. Al contrario se ve ne è molta.</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’eventuale fermentazione malo lattica va accuratamente monitorata.</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div><b class="fs14lh1-5 ff1">Svinatura</b></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La svinatura va effettuata, dopo aver attentamente valutati i profumi anomali eventuali nel vino, dopo circa 10 giorni dal termine del processo fermentativo.</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote><div><span class="fs14lh1-5 ff1">A seconda di vari fattori (per i quali conviene chiedere consulenza) la svinatura viene effettuata <b>all’aria</b> (il tubo di uscita del vino dalla pompa messo fuori dalla massa del vino nel recipiente) o <b>lontano dall’aria</b> (il tubo di uscita del vino dalla pompa immerso nella massa del vino nel recipiente).</span></div></blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote> &nbsp;</blockquote><blockquote> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</blockquote></blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1"> </b></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTARight"><b><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 16:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le regole per fare il buon vino]]></title>
			<author><![CDATA[Antonino Bottino]]></author>
			<category domain="https://enoagricoladittastella.it/blog/index.php?category=ENOLOGIA"><![CDATA[ENOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><blockquote><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E’ opinione diffusa, specie per i piccoli e piccolissimi produttori, che il vino “casalingo”, in quanto certamente preparato con uva, debba essere necessariamente buono.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Può invece accadere che questi vini “genuini”, a distanza di breve tempo dalla vinificazione, presentino delle anomalie (es. diventano aceti ma anche per fare buoni aceti ci vuole competenza), prendano sapori sgradevoli o presentino dei depositi, oppure un sapore di marsala o di amaro.</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 ff1">Per fare un buon vino non è necessario avere moltissime conoscenze tecniche ma solo applicare con scrupolo e passione semplicissime pratiche enologiche.</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In queste poche pagine non vogliamo fare un trattato di enologia pratica ma solo dare i consigli di base minimi per far si che la trasformazione dell’uva in vino proceda secondo natura avendosi un prodotto gradevole al gusto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per fare poi un vino che vinca un premio ci dovrete pensare Voi con l’aiuto di un <b><i>Enologo</i></b> messo a disposizione dalla Ditta STELLA e magari frequentando un breve Corso (vedi altrove sul sito).</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Le regole per fare un buon vino</b></span></div><div class="imTACenter"><b><u><span class="fs14lh1-5 ff1">Raccolta dell’uva</span></u></b></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Per decidere quando raccogliere l’uva occorre accertarsi dell’ottimale stato di maturazione (zuccheri, acidità, pH, colore e gusto dei vinaccioli). STELLA può aiutarvi a decidere il miglior periodo della raccolta (portare 3 -4 grappoli d’uva dello stesso tipo presi a caso nel vigneto e non schiacciati).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Una volta deciso il tempo di raccolta, l’uva va raccolta schiacciandola il meno possibile nei contenitori. Se una parte è rovinata si consiglia di fare una selezione manuale. La lavorazione va fatta al più presto entro le 24 ore successive la raccolta.</span></div><div class="imTACenter"><b><u><span class="fs14lh1-5 ff1">Igiene della cantina</span></u></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anche se abbiamo lavato (pulizia) tutto (muri, attrezzature, botti) togliendo muffe, tartaro, macchie ed incrostazioni varie comunque nella cantina si annidano dei pericolosi invisibili nemici del nostro vino: <b><i>i batteri</i>.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Occorre pertanto disinfettare con &nbsp;<b>un apposito prodotto </b>anche le superfici di botti e attrezzature che sembrano pulite. Per i fusti in legno occorre prestare attenzione e usare prodotti specifici (chiedere alla Ditta STELLA).</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><u>Tecniche di vinificazione </u></b></span></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5 ff1">(vini bianchi, rossi e rosati)</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Innanzitutto occorre effettuare una </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><u>Solfitazione</u></b>:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Serve: a favorire l’azione dei lieviti ed evitare quella dei batteri, evitare che il vino cambi colore (ossidazione), e migliorare l’illimpidimento dei vini.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Si usa TREFOSOLFINA: si scioglie in acqua alla dose di 30 grammi per ettolitro di mosto (min. 20, max 40) e si aggiunge SUBITO al pigiato con la tecnica dell’aggiunta “a strati” (un po’ alla volta mentre si pigia) in modo che entri in contatto con tutta la massa.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">AGGIUNTA DI LIEVITI SELEZIONATI</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il lievito selezionato garantisce buona qualità e sicurezza nella fermentazione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i>Mettere il LIEVITO (15–20 grammi per ettolitro di mosto) e l’ATTIVANTE (15–20 grammi per ettolitro di mosto) in poca acqua tiepida (15 minuti), poi versare in 5 litri di mosto (1 ora), quindi portare i 5 litri dentro 15 litri . Quando i 20 litri</i></b> fermentano sicuramente versare nella botte.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo la pigiadiraspatura, per i soli vini bianchi, il mosto con le vinacce va versato direttamente nel torchio ed il liquido che sgronda va messo nella botte.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Per i vini rosati e rossi il pigiato va versato interamente nella botte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><u>Rimontaggi</u></b> o follature (solo per i vini rossi e rosati; <b>per i vini bianchi le vinacce vanno separate dal mosto subito dopo l’ammostatura</b>).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il cappello di bucce che galleggia sul mosto che bolle deve essere riaffondato (follatura) o bagnato con mosto prelevato alla base della stessa botte (rimontaggio) <i><u>2 volte al giorno </u></i>per poter estrarre molte sostanze indispensabili al buon vino. I rimontaggi impediscono lo sviluppo eccessivo di moscerini che sono il segno visibile che il mosto, invece di vino, si sta trasformando in aceto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><u>Fermentazione</u></b>: il processo deve avvenire con regolarità senza interruzioni. La bollitura deve decorrere ad una temperatura che va <i>dai 18 ai 32 gradi </i>(quindi controllare quotidianamente con un <b>TERMOMETRO DA CANTINA</b>); fuori da questi limiti si hanno dannosi rallentamenti o arresti e si rischia l’aceto. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante la macerazione delle vinacce si controlla con il &nbsp;<b>MOSTIMETRO </b>che la trasformazione dello zucchero proceda regolarmente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quando il colore raggiunge l’intensità desiderata si effettua la svinatura. L’intensità di colore va decisa con l’osservazione visiva e con la propria esperienza di cantiniere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><u>Svinatura</u></b>: con la svinatura si separa il mosto-vino dalle vinacce. La svinatura è fondamentale per un buon vino e si effettua al raggiungimento del colore desiderato (in genere, ma non sempre, con un grado zuccherino di 6-8 gradi). La svinatura termina con la torchiatura delle vinacce: il torchiato leggero si può aggiungere alla massa del vino, quello di esaurimento no perché è in grado di rovinare una grande massa di ottimo vino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo la svinatura e fino alla fine della bollitura la botte deve essere chiusa lasciando solo un piccolo sfiato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per il vino bianco la botte va chiusa subito, per il rosato si svina 1-2 giorni dopo l’inizio della fermentazione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Al termine della fermentazione e prima di travasare è buona norma far analizzare il vino.</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><u>Travasi</u></b>: per evitare sapori e colori difettosi nel vino è indispensabile allontanare i depositi fecciosi. Il travaso va fatto <b>entro e non oltre 10 giorni dalla fine della fermentazione.</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo il travaso il recipiente deve essere riempito e sigillato; si consiglia una pasticca di antifioretta <b>FLOR STOP </b>prima di chiudere la vasca, la botte o la damigiana. Se la botte non ha cappello galleggiante il recipiente non può essere smezzato.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Alla fine dell’Inverno va fatto un secondo travaso prima del quale occorre far controllare il vino (chi ha già fatto le valutazioni analitiche dalla Ditta STELLA ha diritto, in questa fase, ad un controllo gratuito)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Buon vino.</span></div></blockquote> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></b></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></b></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 15:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Igiene della Cantina]]></title>
			<author><![CDATA[Antonino Bottino]]></author>
			<category domain="https://enoagricoladittastella.it/blog/index.php?category=ENOLOGIA"><![CDATA[ENOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><blockquote><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Igiene della cantina</b></span></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Occorre distinguere tra il concetto di <b>PULIZIA</b> e quello di <b>DISINFEZIONE</b>.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Pulizia</b> è la prima fase necessaria che, se ben effettuato, impedisce ad una serie di inquinanti (batteri, muffe, topi), di attecchire in alcuni punti della cantina.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quindi la cantina deve essere periodicamente e attentamente pulita (soprattutto negli angoli nascosti).</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In questo ambito molta importanza assumono gli schizzi di mosto o vino su pareti, pavimenti e macchine che se lasciati stare, nel tempo, diventano inoculi batterici.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Disinfezione</b> è l’eliminazione di quello che non si vede ma c’è (batteri e muffe) su supporti apparentemente puliti come, principalmente, macchine ed attrezzature.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I prodotti a nostra disposizione sono di tre macrotipi</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">1. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]--><b>Detergenti a base alcalina</b></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tipo soda. Servono per scrostare in genere placche di tartaro che si annidano principalmente nelle botti (legno ed acciaio) e nella pigiadiraspatrice a fine vendemmia</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">2. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]--><b>Detergenti quaternari di ammonio</b></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tipo detersivo per piatti. Servono a rimuovere piccole masse organiche, residui mucillaginosi e macchie di grasso.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">3. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]--><b>Detergenti a base acida</b></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In genere contenenti cloro. Servono ad aggredire e distruggere batteri e muffe. Da considerare anche il loro forte potere decolorante.</span></div> &nbsp;<br> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In una sequenza ideale i tre tipi di prodotti si usano nella sequenza descritta (prima il tipo 1, poi il 2 e, alla fine e comunque, il 3) valutando ovviamente se vi è necessità; il tipo 3 va sempre usato.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa va detenuto in una piccola cantina (e in apposito armadietto chiudibile)</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Soda e relativa attrezzatura d’uso (guanti, tuta, stivali)</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Detergente schiumogeno (quaternario) da comprare in qualsiasi negozio specializzato.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Acido peracetico oppure cloro attivo (in negozio specializzato) o anche Ipoclorito di sodio (varechina).</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ambetre questi prodotti vanno usati alle dosi giuste e risciacquati abbondantemente. Per motivi di HACCP e gestione della Sicurezza aziendale, occorre conservare una etichetta di ciascun prodotto detenuto. I prodotti vanno conservato in armadietto apposito</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Pur raccomandando la costante pulizia di macchine, attrezzature, pavimenti e pareti (il vino si fa con la pulizia) si mette particolare enfasi nel raccomandare alcune prassi</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Dopo ogni uso di macchine e attrezzature (pressa, pigiadiraspatrice, pompa e suoi tubi, riempitrice) occorre SUBITO lavare per eliminare residui che possono inquinare nel tempo.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Prima di ogni uso occorre comunque disinfettare, in particolare, pompe e riempitrici, con ricircolo di detergente.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La disinfezione (oltre che la pulizia prima) di tutte le attrezzature, botti e pareti è strategica per la cantina pena dei seri inquinamenti batterici e blastomicetici (batteri acetici e BRETTANOMYCES).</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><b><i><span class="fs14lh1-5 ff1">In cantine particolarmente nuove e pulite ed in presenza di una scelta attiva e cosciente di quanto si va a descrivere, si può, anzi si deve, non disinfettare ma solo detergere le pareti laddove non vi sono piastrelle; ciò per consentire un lento e sano attecchimento della sola flora blastomicetica “autoctona”. Questo procedimento, nel lungo periodo è si pericoloso ma risulta soddisfacente se ben realizzato: si tratta di una delle basi per attuare un metodo rigorosamente biologico.</span></i></b></div></blockquote><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 15:48:00 GMT</pubDate>
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